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Il Malato Immaginario - APS
Il Malato Immaginario - APS

Spettacolo di beneficenza a cura di Compagnia del Pane APS.

Incasso dello spettacolo interamente devoluto a favore di Fondazione IRRIV e Associazione AVMAD.

Adattamento in due atti di Gianrico Tondinelli.


"Non ci sono più bambini" fece dire nel 1673 Jean Baptiste Poquelin, in arte Molière, al suo Argan nel "Malato Immaginario".  Senza la purezza dei bambini, le generazioni future vivranno epoche d'inganno e malaffare.Proprio qui, nel nesso "male - malattia" trionfa il genio di Molière.Molière nella commedia, si confida con il pubblico facendo parlare due terze persone: Argan il protagonista, e Beraldo suo fratello.Con Argan, Molière presenta la sua ipocondria, con Beraldo, "recita" il suo coraggio, la sua fiera ribellione contro quell'oppressione legalizzata che i medici esercitavano sulla società.Facendo dialogare i due opposti fratelli, sembra che l'autore tenga infilati sulle sue due braccia i due burattini di se stesso.Molière aveva capito che nei mali umani esiste una guarigione politica, un falso ristoro salutare, così che tutta la società potrebbe infine ridursi a un'immensa infetta realtà ospedaliera.Realtà, amministrata da rispettabili millantatori di dubbia etica e morale i quali, gestendo la quotidianità, presentano al mondo due facce dello stesso orrore. Ecco come un testo del XVII secolo, attraverso medici ignoranti dal lessico improbabile pronti a spargere "latinorum" per ostentare potere a danno dei più deboli, si sovrappone ai giorni nostri.Il copione del "Malato" non prevede la morte del protagonista, ma quella scena Molière la firmò.Non la scrisse, ma la recitò all'improvviso da vecchio comico dell'arte.Alla quarta replica del "Malade" il 17 febbraio del 1673, Molière nella parte di Argan, cadde vittima di convulsioni, e calato il sipario non si rialzò più. Per una coincidenza fatale quel giorno, un autore è tolto di mezzo sulla scena dal suo personaggio. Coerente fino alla fine Molière "recitò" la propria morte."Mah, proviamo anche questa" disse Argan nella sua ultima battuta del copione, lasciando così al teatro " la chance" di riproporre la magia del palcoscenico dove vita e finzione sovente, si scambiano la parte.

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